Le formiche hanno detto:
mettiamoci insieme e riusciremo
a trasportare un elefante
(Proverbio mossi - Burkina Faso)
A volte, nel cercare le chiavi di lettura dell’oggi, ti tornano alla mente suggestioni, volti, esperienze lontane, perse nelle emozioni e nei timori propri dei primi passi compiuti nella professione. Quando iniziai a fare l’infermiera ero piena di entusiasmo, vedevo davanti a me grandi possibilità per “sfidare” in termini positivi la realtà, per apportare cambiamenti. Uno dei primi insegnamenti, quasi un monito, che mi diede una collega anziana fu: “osserva con intelligenza e senza pregiudizi, solo così potrai contribuire con scelte opportune al cambiamento”. Un insegnamento che ancor oggi mantiene la sua saggezza.
Che cosa voglio dire? Voglio dire che stiamo osservando, partecipi, l’insediamento di questo nuovo governo regionale, che garantiamo lo spazio affinché si costruisca un confronto, che c’è la volontà, oltre che il dovere, di collaborare.
I primi provvedimenti adottati dalla Giunta Regionale si presterebbero a critiche accese.
Lo sappiamo tutti, le scelte che ci hanno coinvolto non sono state indolori, il blocco delle assunzioni ha comportato l’esacerbarsi di criticità già presenti sia rispetto a quanto i servizi offrono sia rispetto alla nostra possibilità di lavorare. Sono certa, anche se è difficile condividerla, che tale scelta è stata fatta nell’interesse della cittadinanza e, in questa logica, abbiamo inviato una lettera all’Assessore con richiesta di chiarimenti. Una partenza, quindi, vista dal nostro punto di osservazione come molto critica, ma contemporaneamente, se è stata determinata dalla volontà di non pesare ulteriormente a livello economico sulle spalle dei cittadini e, viste le attuali difficoltà che vive buona parte della popolazione, comprensibile; fatto salvo che si analizzino le ricadute della stessa sull’intero sistema salute e, in base all’analisi fatta, si costruiscano i modi più opportuni di compenso.
Ora tale analisi non può essere compiuta se non insieme, coinvolgendo parimenti gli organi politici istituzionali, i manager, i dirigenti, i professionisti e i cittadini. Abbiamo avuto, in giugno, un primo incontro con l’Assessore (la sintesi è pubblicata nelle pagine successive). Un incontro che ha portato alla condivisione della necessità di adibire spazi e ambiti privilegiati che permettano di documentare, registrare in itinere le difficoltà e trovare modalità che permettano di affrontarle. La nostra posizione è stata, e sarà, quella di partecipare a pieno titolo a un confronto con chi gestisce l’interesse pubblico. Un confronto che richiede però anche confronti tra di noi che non solo siano portatori di problemi e di criticità ma anche di proposte, di modi di vedere con modalità originali e creative, nuove strade e nuove prospettive di lavoro. Confronti quindi che si basino e prospettino, attraverso le parole, modalità concrete e operative che diano respiro nell’operatività quotidiana a risultati tangibili sia rispetto ai cittadini sia rispetto ai professionisti che sempre più si sentono compromessi nella loro possibilità di agire secondo i principi di cui sono portatori.
Mi impegno a far sì che la prossima rivista vi porti “parole - azioni” forti, significative per il nostro lavoro quotidiano ma, contemporaneamente, Vi impegno a far sì che il nostro contributo non sia altro che l’amplificatore delle vostre parole, parole che nascono dal quotidiano, parole che traggono il senso dall’assistenza che prestate dalle difficoltà che incontrate, dalla propositività che caratterizza la vostra azione, nell’interesse dei cittadini e della professione.
Le formiche hanno detto:
mettiamoci insieme e riusciremo
a trasportare un elefante
(Proverbio mossi - Burkina Faso)
A volte, nel cercare le chiavi di lettura dell’oggi, ti tornano alla mente suggestioni, volti, esperienze lontane, perse nelle emozioni e nei timori propri dei primi passi compiuti nella professione. Quando iniziai a fare l’infermiera ero piena di entusiasmo, vedevo davanti a me grandi possibilità per “sfidare” in termini positivi la realtà, per apportare cambiamenti. Uno dei primi insegnamenti, quasi un monito, che mi diede una collega anziana fu: “osserva con intelligenza e senza pregiudizi, solo così potrai contribuire con scelte opportune al cambiamento”. Un insegnamento che ancor oggi mantiene la sua saggezza.
Che cosa voglio dire? Voglio dire che stiamo osservando, partecipi, l’insediamento di questo nuovo governo regionale, che garantiamo lo spazio affinché si costruisca un confronto, che c’è la volontà, oltre che il dovere, di collaborare.
I primi provvedimenti adottati dalla Giunta Regionale si presterebbero a critiche accese.
Lo sappiamo tutti, le scelte che ci hanno coinvolto non sono state indolori, il blocco delle assunzioni ha comportato l’esacerbarsi di criticità già presenti sia rispetto a quanto i servizi offrono sia rispetto alla nostra possibilità di lavorare. Sono certa, anche se è difficile condividerla, che tale scelta è stata fatta nell’interesse della cittadinanza e, in questa logica, abbiamo inviato una lettera all’Assessore con richiesta di chiarimenti. Una partenza, quindi, vista dal nostro punto di osservazione come molto critica, ma contemporaneamente, se è stata determinata dalla volontà di non pesare ulteriormente a livello economico sulle spalle dei cittadini e, viste le attuali difficoltà che vive buona parte della popolazione, comprensibile; fatto salvo che si analizzino le ricadute della stessa sull’intero sistema salute e, in base all’analisi fatta, si costruiscano i modi più opportuni di compenso.
Ora tale analisi non può essere compiuta se non insieme, coinvolgendo parimenti gli organi politici istituzionali, i manager, i dirigenti, i professionisti e i cittadini. Abbiamo avuto, in giugno, un primo incontro con l’Assessore (la sintesi è pubblicata nelle pagine successive). Un incontro che ha portato alla condivisione della necessità di adibire spazi e ambiti privilegiati che permettano di documentare, registrare in itinere le difficoltà e trovare modalità che permettano di affrontarle. La nostra posizione è stata, e sarà, quella di partecipare a pieno titolo a un confronto con chi gestisce l’interesse pubblico. Un confronto che richiede però anche confronti tra di noi che non solo siano portatori di problemi e di criticità ma anche di proposte, di modi di vedere con modalità originali e creative, nuove strade e nuove prospettive di lavoro. Confronti quindi che si basino e prospettino, attraverso le parole, modalità concrete e operative che diano respiro nell’operatività quotidiana a risultati tangibili sia rispetto ai cittadini sia rispetto ai professionisti che sempre più si sentono compromessi nella loro possibilità di agire secondo i principi di cui sono portatori.
Mi impegno a far sì che la prossima rivista vi porti “parole - azioni” forti, significative per il nostro lavoro quotidiano ma, contemporaneamente, Vi impegno a far sì che il nostro contributo non sia altro che l’amplificatore delle vostre parole, parole che nascono dal quotidiano, parole che traggono il senso dall’assistenza che prestate dalle difficoltà che incontrate, dalla propositività che caratterizza la vostra azione, nell’interesse dei cittadini e della professione.